
La forma del cielo
La forma del cielo
Prosegue la quarta edizione di Mappature – Geografie dell’arte contemporanea con La forma del cielo
Mostra personale di Dina Cangi
A cura di Silvia Rossi
29 maggio – 26 luglio 2026
Ex-chiesa di San Lorenzo, Piazza Bordoni 4, Poppi (AR)
Inaugurazione sabato 29 Maggio 2026, ore 17:00
Ingresso libero e gratuito tutti i giorni alle 9,00 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 19,00
Con il patrocinio del Comune di Poppi e il contributo e la collaborazione di Albergo San Lorenzo e silviarossi | artgallery
Contatti e Informazioni: info@silviarossi.it
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Prosegue la quarta edizione di Mappature – Geografie dell’arte contemporanea con La forma del cielo, mostra personale di Dina Cangi che attraversa oltre venticinque anni di ricerca pittorica in un viaggio circolare tra cielo, materia e immaginazione cosmica.

PELLE E TRACCIA
PELLE E TRACCIA
La quarta edizione di Mappature – Geografie dell'arte contemporanea prende vita tra le navate dell'Ex Chiesa di San Lorenzo a Poppi, un luogo dove la memoria della pietra si fonde con la fragilità della carne. La rassegna propone quest'anno un dialogo serrato tra Laura Serafini e Linda Aquaro, due autrici che, pur appartenendo a generazioni e percorsi differenti, convergono verso un’unica, urgente necessità: indagare il corpo umano come superficie di senso e archivio vivente di storie e appartenenze.
Doppia personale di Laura Serafini e Linda Aquaro
A cura di Silvia Rossi
4 aprile – 24 maggio 2026
Ex Chiesa di San Lorenzo, Poppi (AR)
Inaugurazione: sabato 4 aprile 2026, ore 17.00
La quarta edizione di Mappature – Geografie dell'arte contemporanea prende vita tra le navate dell'Ex Chiesa di San Lorenzo a Poppi, un luogo dove la memoria della pietra si fonde con la fragilità della carne. La rassegna propone quest'anno un dialogo serrato tra Laura Serafini e Linda Aquaro, due autrici che, pur appartenendo a generazioni e percorsi differenti, convergono verso un’unica, urgente necessità: indagare il corpo umano come superficie di senso e archivio vivente di storie e appartenenze.

The Others 2025
The Others 2025
30 0ttobre - 2 novembre 2025 | Stand 22 | ILO Torino
Premessa : dialogo
Il futuro, dicono, è già qui. Sembra più vicino che mai nelle scintillanti icone delle intelligenze artificiali che si moltiplicano, che entrano in ogni ambiente, che scrivono, disegnano, calcolano per noi.
Ma se un agente artificiale potesse parlare delle nostre opere, cosa direbbe?
Per questa edizione di The Others abbiamo scelto di provare a scoprirlo, affidando a ChatGpt il compito di leggere lavori nati da gesti lenti, manuali, da un pensiero che non separa mai il fare dal riflettere.
La nostra galleria ha sempre lavorato con artisti e artiste che vivono l’artigianalità come una forma di resistenza, non per nostalgia ma per affermare una complessità: un sapere che integra la tecnica, anche digitale, ma che non accetta scorciatoie, né il richiamo facile della velocità.
Così abbiamo dato all’IA solo l’essenziale: immagini, dettagli, brevi biografie. Nessun contesto, nessuna interpretazione. E lei, senza esitazioni, ha cominciato ascrivere, decidendo persino di chiamarsi Aureliano, un omaggio all’“aura” benjaminiana, alla luce irripetibile che attraversa ogni opera.
Da qui nascono due letture parallele: quella umana, costruita dalla curatrice nel dialogo quotidiano con le artiste, e quella artificiale, con le sue intuizioni, i suoi bias, la sua ossessiva tendenza al compiacimento. Un dialogo imperfetto, a tratti straniante, che apre più domande che risposte.
Forse il punto è proprio questo: capire se possiamo dialogare con questi strumenti senza delegare la complessità del pensiero, senza perdere quella capacità critica che l’arte, da sempre, ci costringe a esercitare.
Lo stand di The Others sará per noi l’occasione di fare questo esperimento cercando da un lato una strada per raccontare con l’allestimento le opere, la poetica e i dialoghi tra le artiste, ricercando nella pluralitá delle voci e degli stili il punto di unione e ricongiungimento narrativo ed espressivo, dall’altro un modo per rivelare qualcosa che già accade: il nostro sguardo sul mondo filtrato dall’IA, potente ma mai neutrale, capace di amplificare, ma anche di cancellare le sfumature.

















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