MA UNA VOLTA IN CASA?

Ci sono tanti modi e tanti motivi in cui e per cui si compra arte, e che non affronteremo ora, ma tutti questi, a meno che non disponiate di un apposito hangar come Johnny Deep, sono legati dalla fatidica domanda: “e ora dove lo metto?”

Ebbene, i collezionisti sanno quanto quello dello spazio possa diventare un problema, ma anche qualora stessimo comprando una piccola o grande opera per il puro piacere di esporla dentro casa, senza fini collezionistici, ci troveremo sicuramente ad affrontare problemi di spazio e di esposizione.

Se da una parte troviamo chi cerca i quadri da abbinare al divano, dall’altra abbiamo chi rivede tutta la disposizione della casa pur di ospitare una nuova opera tra le pareti domestiche.

Ma i consigli per una buona fruizione dell’opera rimangono gli stessi!

I tre “problemi” principali degli allestimenti domestici sono luce, spazio e dimensione.

Progettazione di allestimento domestico con le opere di CLAUDIA FERRARI

a sx: IO TI ARRABBIO

a dx: PREGHIERA SENZA ASCOLTO

Luce

Collocare un’opera sotto la giusta luce è il primo passo da fare per goderne a pieno in qualsiasi momento della giornata.

Da evitare:

La luce diretta del sole.

Questa è infatti la principale causa di deterioramento delle opere: quali che siano la tecnica e il pigmento usati, tutti i colori, ciascuno con i propri tempi, sono sensibili all’irraggiamento solare.

Consiglio:

Se è inevitabile l’esposizione anche parziale al sole diretto, proteggete le vostre opere con vetro o plexiglass anti UV.

Se invece la parete in cui esponete le opere rimane in ombra, potete pensare a un’illuminazione a parete con luce diffusa (wall washing) che eviterà i fastidiosi riflessi delle più comuni illuminazioni spot.

Progettazione di allestimento domestico con l'opera ALLEIN di SIMONE GERACI

Spazio
Ogni opera, indipendentemente dal proprio formato, ha bisogno di un proprio spazio, di un’area di respiro.
Questa è difficile da prevedere a priori poiché alla collocazione di un’opera nel migliore dei concorrono vari elementi: l’architettura, l’arredamento, l’eventuale cornice e, di nuovo , la luce.
Vi sono opere che “vivono bene” affiancate ad altre e altre che danno il meglio di sé se isolate.
Da evitare:
in linea generale è bene evitare di mettere le opere troppo appiccicate tra loro, anche se ci sono ovviamente delle eccezioni.
Consiglio:
quando avvicinate tra loro più opere, cercate di trovare una guida geometrica che vi aiuti nella disposizione, cercando di allineare tra loro almeno un lato delle opere e fatevi consigliare dal vostro architetto o curatore di fiducia, che saprà sicuramente valorizzare al meglio le vostre opere con la miglior disposizione possibile nello spazio disponibile.

Progettazione di allestimento domestico con l'opera DIALOGUE di ELLA MARCIELLO

Dimensione

Nella collocazione di un’opera, un fattore fondamentale è la dimensione di questa. Un’opera molto piccola in una grande parete, in linea generale, tenderà a scomparire, ma al tempo stesso un’opera sovradimensionata andrà a chiudere e soffocare l'ambiente in cui viene collocata. Vi sono molti espedienti però per collocare le opere, magari in modo meno tradizionale, all’interno dei nostri ambienti domestici, quali essi siano.

Da evitare:

Nessuno vuole vedere il retro di un quadro, quindi, se volete disporre l’opera in una parete di piccole dimensioni assicuratevi che abbia margine da entrambi i lati. Sembra un consiglio scontato ma vi assicuro che non lo è affatto!

Consiglio:

Quadri di medie e grandi dimensioni, se nel giusto contesto, vivono molto bene anche poggiati su mensole, mobili, librerie o addirittura a terra, restituendo aria alla parete retrostante e alleggerendo l’ambiente.

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