Ersilia Leonini

BIO

Vive e lavora a Firenze dove è nata. Si diploma all’Istituto d’Arte di Siena e frequenta la facoltà di Lettere seguendo i corsi di storia dell’arte, del cinema e del teatro. Si diploma in fotografia al Centro Studi Tecnico-cinematografici di Firenze. Nel 1978 espone nella sua prima personale di pittura con un astratto “iperfantastico”, colori e forme in rigorose composizioni geometriche, in opposizione all’iperrealismo imperante in quegli anni. Negli anni ‘80 apre a Siena un laboratorio per la creazione di maschere artistiche che diverranno nel tempo vere e proprie sculture e la porteranno in tournee in varie città degli U.S.A: . negli anni ‘90 si trasferisce a San Gimignano dove inizia a lavorare ad una pittura materica esponendo in numerose mostre in Italia e all’estero. È solo nel 2005 che, in una sorta di percorso inverso, approda ad un realismo che indaga la figura dove quel che viene messo a nudo è ben più del corpo: un mondo interiore tormentato ed inquieto nella consapevolezza di suscitare un impatto visivo spesso disorientante. Di rilievo, dal 2011, una imponente commissione pittorica per una collezione privata che la porta spesso a lavorare a Parigi.

STATEMENT

Cercando una coerenza e una poetica comune in tutte le tecniche artistiche e le forme espressive che ho usato finora (la fotografia analogica e la pittura astratta degli anni 70 (iperfantastico), la scultura, la pittura materica, il figurativo di oggi) la trovo nell’andare in una direzione contraria alla corrente più facile del momento. Nel 2005 (quando imperavano performance, installazioni e video all’insegna delle trovate sensazionali) mi avvicino alla pittura tradizionale con il nudo maschile senza voler fare nessun tipo di azione provocatoria ma tale è apparsa solo perché i miei modelli non erano esattamente quelli del tipo usato nelle accademie. E anche adesso con il nudo femminile, quello che propongo nei miei quadri è un concetto di bellezza che salta i canoni imposti da pubblicità e mass media. Enfatizzo volutamente il lato più intimo, oscuro e dolente dei miei soggetti catturando l’interiorità più che la bellezza estetica… e sì, voglio disturbare l’osservatore invece di compiacerlo con virtuosismi seduttivi o delicate sfumature. La mia pennellata piatta e rapsodica non ingentilisce i lineamenti ma scava, penetra e indaga solo alcuni dettagli. Voglio scuotere chi osserva con quadri più vibranti che belli, più inquietanti che rassicuranti! Sarà comunque lui a terminare l’opera altrimenti ingabbiata in un unico definitivo significato.

Mostre personali
Mostre collettive
fiere
altro
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